“Maria Madre della Chiesa nella Pentecoste!”
di Maria Pia Cirolla

 

 

 

 

Con l’avvicinarsi della Solennità della Pentecoste che darà vita alla Chiesa in cammino, il pensiero non può non andare al ruolo di Maria quale Madre della Chiesa che proprio nel giorno della discesa dello Spirito Santo, radunatasi in preghiera con gli Apostoli, Lei rappresenta quel focolare di raccoglimento che è custodito nell’orazione. Molti fatti sono accaduti dai giorni della Pasqua e molti gli episodi che vedranno sperduti coloro che vivevano accanto alle certezze stando alla sequela del Signore durante i suoi giorni terreni. Molte le circostanze di false fedeltà di chi aveva giurato di non abbandonare il Maestro, ma che dinnanzi al timore della vita davanti alla serva del centurione rinnega, fugge e lascia solo quel Maestro cui aveva dichiarato amore e dedizione.
Ecco che la Chiesa sorge su misere condizioni di fragilità, di paure, di rinnegamenti, di tradimenti! Gli uomini fidati che avrebbero dovuto testimoniare gli eventi della “buona notizia” scappano, si negano alle folle e temono. Non basta la certezza della Risurrezione, la fede deve per qualcuno ancora dire cose, dare segni, come con Tommaso che crederà solo toccando le piaghe della Passione sul corpo del Risorto. E ancora tre giorni dopo addirittura sulla via di Emmaus due dei Suoi discepoli neanche lo riconosceranno mentre quel Gesù che si era amato risulta oggi straniero. Bene mentre ogni cosa sembra parlare di diffidenza, timore e preoccupazione, ci penserà Lei la Madre ancora una volta ad insegnare la via da seguire con il solo e semplice esempio: raduna tutti nel Cenacolo e prega e fa pregare in attesa vigile e adorante della realizzazione della promessa: “vi manderò il Consolatore, lo Spirito di Verità che vi insegnerà ogni cosa” questa la promessa fatta dal Maestro il giorno della Sua Ascensione al Cielo.

 

Lei, Maria è la Madre. Non solo in relazione a Gesù, ma anche in relazione alla Chiesa. La posizione distinta del suo nome, lascia intravedere che la concordia e la perseveranza della prima comunità cristiana ha un fulcro visibile: il cenacolo è solo il luogo fisico dell’incontro, ma la Vergine di Nazaret è il fulcro personale che tutti li unisce. Inoltre, lo Spirito che essi attendono di ricevere, Maria lo aveva già ricevuto molti anni prima, in vista della sua divina maternità. Nessuno era quindi più adatto di lei a preparare sia gli Apostoli che i discepoli alla Pentecoste. Maria è l’immagine o l’icona della Chiesa, poiché è una creatura reale che rende visibile il mistero del popolo di Dio. Maria è uno specchio per la Chiesa in duplice senso: primo, perché riflette la luce che ella stessa riceve, come fa uno specchio con la luce del sole; secondo, perché in Lei la Chiesa può e deve specchiarsi, cioè guardarsi e confrontarsi per farsi bella agli occhi del suo celeste Sposo.

 

Non possiamo non concludere questa piccola parentesi mariana nel leggere e sentire Maria quale Madre Nostra e della Chiesa se non utilizzando le parole del poeta di Maria San Bernardo di Chiaravalle che rappresentano una sintesi meravigliosa di chi a Lei ricorre come figlio, come anima che cerca sollievo dalle umane vicende del cammino e di cui sa e conosce il Suo Materno amore. Maria è Madre della Chiesa e Nostra in virtù di quell’alleanza che l’ha portata ad assumersi quella missione che solo per Lei era stabilita diventare arca della nuova Alleanza tra le creature e il Creatore. I Suoi notevoli privilegi dovuti ad un “Sì” detto nella timidezza della risposta ma con la consapevolezza che poteva fidarsi di Colui che le aveva annunciato il dono e la Grazia di cui avrebbe beneficato e di cui avrebbe goduto: essere Madre!

 

“Chiunque tu sia,
che nel flusso di questo tempo ti accorgi che,
più che camminare sulla terra,
stai come ondeggiando tra burrasche e tempeste,
non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella,
se non vuoi essere sopraffatto dalla burrasca!
Se sei sbattuto dalle onde della superbia,
dell’ambizione, della calunnia, della gelosia,
guarda la stella, invoca Maria.
Se l’ira o l’avarizia, o le lusinghe della carne
hanno scosso la navicella del tuo animo, guarda Maria.
Se turbato dalla enormità dei peccati,
se confuso per l’indegnità della coscienza,
cominci ad essere inghiottito dal baratro della tristezza
e dall’abisso della disperazione, pensa a Maria.
Non si allontani dalla tua bocca e dal tuo cuore,
e per ottenere l’aiuto della sua preghiera,
non dimenticare l’esempio della sua vita.
Seguendo lei non puoi smarrirti,
pregando lei non puoi disperare.
Se lei ti sorregge non cadi,
se lei ti protegge non cedi alla paura,
se lei ti è propizia raggiungi la mèta”.
(San Bernardo da Chiaravalle)

Di Consuelo Noviello

Informalibera.com è una testata giornalistica telematica nata nel 2012 dalla passione per l'informazione di Consuelo Noviello. Riservato ogni utilizzo ed uso @informalibera