Compostaggio di quartiere ad Ardea

Ardea si aggiudica un bando regionale di circa 600mila euro che consentirà di realizzare una serie di eco-stazioni per il trattamento della frazione umida dei rifiuti urbani, equivalente a circa 800 tonnellate/anno, pari al 15% dell’attuale produzione. La realizzazione delle eco-stazioni, collocate in particolare nei centri meno urbanizzati, consentirà un risparmio sia sul conferimento che sulle spese di raccolta. Oltre al cosiddetto “compostaggio di comunità”, il progetto prevede misure per l’incentivazione del “compostaggio domestico” e la creazione di un “Albo dei Compostatori” in cui verranno registrati tutti i cittadini che vorranno aderire all’iniziativa per ottenere agevolazioni fiscali sul costo della TARI la tassa sui rifiuti). <<Un progetto ambizioso quello presentato dalla nostra squadra – spiega l’Amministrazione comunale in una nota stampa – che prevede l’installazione di macchine per il compostaggio in grado di trattare fino a 50 tonnellate/anno di umido prodotto dai cittadini, da cui si ricaverà compost di alta qualità per concimare giardini e orti urbani. Uno dei primi passi che quest’amministrazione intende percorrere nella direzione di un progetto assai più ambizioso che porterà Ardea a diventare un paese “zero waste” a rifiuti zero>>

 

Rifiuti bruciati: denunciato imprenditore agricolo

 TERRACINA.  I militari della stazione carabinieri forestale di Terracina, nei giorni scorsi, mentre effettuavano attività investigative e ricognitive nei pressi della S.S. Appia., hanno scoperto un imprenditore agricolo che aveva abbandonato sull’argine di un canale consorziale ingenti quantità di rifiuti prodotti dalla sua azienda che provvedeva poi a bruciare. Gli investigatori hanno ritrovato residui del materiale bruciato, rifiuto pericoloso, parliamo di residui vegetali miscelati con plastica e impregnati di fitofarmaci ed anticrittogamici, che una volta bruciati, producono fumi che potrebbero provocare danni alla salute dei cittadini per la loro tossicità.
E’ stata sequestrata l’area e deferito all’ Autorità Giudiziaria l’imprenditore agricolo, per gestione illecita di rifiuti e per immissione in atmosfera di sostanze pericolose.

Regalino di eternit domenicale

smaltimento corretto dell’eternit

Ieri mattina sono stati rinvenute delle lastre di copertura in eternit accatastate sul lato della strada Pontina Vecchia direzione Casalazzara. Una amara sorpresa che prontamente è stata oggetto di verifica della Polizia Municipale di Aprilia che ha provveduto a delimitare l’area. Oggi, proseguendo sulla Pontina Vecchia, direzione Torre Bruna, altre lastre di eternit accatastate. Ora ci domandiamo come è possibile avvelenare il territorio? E’ vero che certamente costa meno gettare questi rifiuti pericolosi in terra, che chiamare le ditte specializzate per lo smaltimento.  Smaltire l’amianto è diventato un problema di fondamentale importanza per la salute umana e ambientale. Grazie alla legge 257 del 1992, l’amianto è severamente vietato in Italia. Da questa legge sono derivate anche una serie di normative specifiche che comprendono le modalità di smaltimento per bonificare le strutture contenenti l’eternit. Spesso ci si affida a persone che fanno questi lavoretti, facendosi pagare poco…ed allora è giusto che chi commissiona il lavoro sappia che queste persone caricano il materiale ed al primo posto poco controllato o meglio isolato gettano i rifiuti tossici. Vale la pena risparmiare sul lavoro e fare un danno al prossimo…aggiungo a se stessi, perché in fin dei conti l’aria la respiriamo tutti!  E’ bene sempre ricordare di farsi dare una copia della consegna a discarica del materiale. Se questo non viene chiesto non serve fare domande perché, purtroppo spesso è lo stesso cliente che chiede di fare un lavoretto a poco. Ora per i cari lettori, abbiamo domandato ad una ditta che opera nel settore dello smaltimento di questi rifiuti che ci ha spiegato che: “E’ possibile fare lo smaltimento eternit fai da te, una volta che indumenti, materiali e strumenti vari siano stati procurati, si può procedere con le operazioni di smontaggio, imballaggio e trasporto in discarica. Dopo aver indossato gli indumenti necessari, si procede a bagnare l’eternit e l’ambiente circostante utilizzando l’apposito spruzzatore. In alternativa come spiegato nella terza parte di questa serie di articoli, è possibile ricoprire l’eternit con un apposito prodotto incapsulante. Tali operazioni hanno lo scopo di impedire, o quanto meno rendere molto difficile, alle fibre di amianto di liberarsi nell’aria per essere eventualmente inalate dagli operatori o da chi è nei dintorni. Nel caso si usi lo spruzzatore, l’eternit va mantenuto umido per tutto il corso dell’operazione fino al suo imballaggio.E’ possibile a questo punto procedere con lo smontaggio delle lastre di eternit, o comunque dei manufatti di eternit da smaltire. In questo bisogna procedere con attenzione, smontando l’eternit dai relativi supporti con l’utilizzo di cacciaviti e chiavi, evitando rotture o scheggiature. In alcuni casi può purtroppo succedere che l’eternit sia stato fissato, magari al muro adiacente alla tettoia, con cemento o materiale simile. In situazioni del genere è a volte quasi impossibile non ricorrere all’uso del martello, per liberare le lastre in modo da poterle smontare. Lo si dovrà fare con estrema attenzione, dopo aver abbondantemente bagnato il tutto con acqua. Alla fine delle operazioni di smontaggio, gli elementi a cui l’eternit era attaccato, come nell’esempio del muro appena fatto, andranno spazzolati con cura, in modo da eliminare eventuali particelle di materiale rimaste attaccate. L’eternit così rimosso verrà quindi imballato negli appositi contenitori di plastica, facendo attenzione che eventuali bordi o punte acuminate di eternit non lacerino la plastica stessa. Sui sacchi dovrebbe essere attaccato l’apposito sigilli “A” che segnala la presenza di amianto, e che si trovano in commercio. Infine l’eternit imballato dovrà essere portato in una apposita discarica atta a ricevere rifiuti contenenti amianto per essere smaltito”. Quindi per chi volesse fare questi lavoretti fai da te…queste sono le indicazioni. C’è da ricordare che comunque  il passaggio finale è in discarica e non far diventare una discarica il nostro caro ambiente!

Consuelo Noviello