Arte in Classe celebra la donna

Prosegue l’impegno del professor Guadagnuolo nel suo progetto “Arte in Classe”.  Dopo alcuni eventi organizzati nella sala Cambellotti della scuola Matteotti di Aprilia, Guadagnuolo professore ed artista stimato prosegue nel suo percorso di unione dell’arte nel contesto sociale e di attualità  che vede la partecipazione attiva dei suoi alunni. Il 7 marzo, giornata dedicata alle donne, si terrà un convegno alle 11,00 presso l’Aula magna Cambellotti. All’evento partecipano la dirigente scolastica dell’ Istituto Matteotti, Raffaela Fedele, la scrittrice e giornalista Cinzia Tani, il sociologo Michele Ruocco, moderatore dell’incontro il professore Francesco Guadagnuolo.  In questo evento, ad ingresso libero, sarà celebrata la Festa della Donna <<un grande evento con diverse articolazioni dalla videoarte alla letteratura, dalla musica alla danza, dall’arte alla poesia, un incontro pieno di umanità, sentimenti ed emozioni, come qualcuno ha scritto: un evento imperdibile realizzato con il cuore dai miei allievi guidati dalla mia regia. Con questo evento vorrei fornire agli studenti elementi di riflessione su come utilizzare al meglio la propria vita, inaugurando la 16ª Edizione del Progetto “Arte in Classe” 16^ Edizione 2018. Il Progetto verte su due tempi, nel primo si parla di Matrimonio e di Amore tema delicatissimo con la messa in scena de “La Bottega dell’Orefice” del S. Giovanni Paolo II, nel secondo tempo si parla di sogni ed incontri con grandi personaggi reali e personaggi prodotti dalla fantasia di scrittori con la presentazione del libro di Cinzia Tani “Tutti a Bordo!”>>.

In mostra “La Crocifissione” del maestro Guadagnuolo

In questi giorni, il maestro Guadagnuolo ha esposto la sua opera pittorica “La Crocifissione“ alla Domus Danae di Ardea. Un omaggio ai visitatori che hanno potuto ammirare un’opera di grande dimensione, tre metri per due metri, carica di dolore, paura, disperazione, sofferenza e speranza, quella luce in fondo alle tenebre, alla violenza ed all’odio. Una rappresentazione di nostro Signore crocifisso e di tutto un contesto di vita quotidiana che pur se realizzato nel 1987, è di un’attualità inverosimile, quasi un voler anticipare gli eventi dei tempi odierni o quasi a voler fermare su quella tela le debolezze dell’uomo, la violenza che sembra non avere fine e non avere età. Riportiamo un passaggio della riflessione di Renato Mammucari, che descrive questa opera dicendo: «…Numerosi artisti hanno rappresentato, ognuno a modo proprio, il tema della Crocifissione: Severini, Matisse, Rouault, Picasso, Dix, Dalì, Sutherland, Schiele, Kokoscka, Carrà, De Chirico, Chagall, Cagli, Cassinari, Pirandello, Bacon, Fontana, Martini, Manzù, Greco, Minguzzi, Annigoni, Fazzini, Guttuso, Congdon, Hainal, Guadagnuolo, per fare alcuni nomi, hanno contribuito a rappresentare, con le loro opere di ispirazione sacra, il male attraverso la tensione dei corpi e l’escavazione interiore rivelando che esso sta, purtroppo, all’interno degli uomini e nella vita tra gli uomini. È il male che mette l’uomo contro l’uomo, l’arte contemporanea lo testimonia bene un po’ in tutte le direzioni: dall’aggressività all’assassinio, dal sopruso alla menzogna…Nel 1987 il siciliano Francesco Guadagnuolo realizza una sua “Crocifissione”, nel dramma dell’uomo contemporaneo, che viene presentata a Roma all’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, sorprendendo i presenti per aver prodotto una nuova immagine della Crocifissione; grazie a tale opera viene indicato dalla critica come l’interprete del nuovo realismo del dopo Guttuso. Nella “Crocifissione” di Guadagnuolo, Cristo continua a morire in un mondo ancora da salvare. L’artista fa vedere i vizi dell’umanità e i mutamenti dei popoli e dimostra che la classe politica, nonostante le sue insidie, menzogne e fallimenti, sia ancora a governare. Vediamo in quest’opera il nostro pianeta ferito, afflitto dall’ingiustizia, dallo spasimo umano e dalla cosiddetta cultura della morte, terrorismo, piaga nel terzo Millennio. Il tema prevalente in quest’opera è la meditazione sull’inquietudine e la crisi umana dei nostri tempi: l’uomo vive nel dubbio e trovandosi carente di certezze diventa inabile nel dare risposte circa la propria esistenza. Il dolore personale, unendosi allo strazio degli altri uomini, diventa universale. Ci si domanda quale destino sia riservato all’umanità: l’essere umano vive di rinunce, ma viene ancora sorretto da certi valori etici, nell’attesa di un’esistenza più umana. L’uomo riuscirà a dare senso alla propria vita? Questo interrogativo appare in tutta l’opera che è avvolta da un senso metafisico sul mistero della vita, della morte e della Resurrezione…>>. Chiunque osservi con gli occhi del cuore questo dipinto può certamente provare dolore, tristezza per una realtà che è sempre più davanti ai nostri occhi, un bambino morto ma al contempo vedere nella nascita di un bambino, nell’innocenza di un neonato la speranza per un mondo migliore, guardando questo dipinto dal basso verso l’alto ci si accorge che quasi sulla stessa linea troviamo il bambino, le braccia aperte rivolte verso il cielo e Gesù con una luce di purezza, già quasi trasfigurato, risorto ed il cielo in alto che si schiarisce. Non sono un critico d’arte, non posso certamente far commenti, ma posso dare il mio contributo da comune osservatore e vedere che intorno a tanta sofferenza e disperazione c’è la vita che nasce e la luce del Signore che è il centro dell’opera ed al centro della nostra esistenza.

Consuelo Noviello

L’artista Guadagnuolo presenta la sua opera “Femminicidio, quel che resta per non dimenticare”: ospite d’onore Maria Grazia Cucinotta

Si è tenuto il giorno della Festa della Donna, nell’ambito del progetto “Arte in Classe “curato dal professor Francesco Guadagnuolo, un importante incontro con l’attrice Maria Grazia Cucinotta, nell’Aula Magna “Cambellotti” della scuola Matteotti di Aprilia. Una mattina nella scuola per celebrare le donne, per dire no alla violenza. Solitamente il giorno della Festa della Donna si organizzano incontri e convegni su questa tematica ancora molto delicata, ma in questo incontro si è potuto toccare la vera essenza dell’importanza di questa tematica sociale, in quanto non si è discusso solo della violenza sulle donne ma si è sviscerato il problema parlando di tutte le forme di violenza, arrivando al bullismo che proprio fra i giovani trova terreno fertile. Ovviamente i ragazzi e tutti gli intervenuti sono rimasti affascinati dalla presenza dell’attrice, una fila interminabile di persone per gli autografi, non dimenticando i numerosi selfie scattati. Un evento pieno di emozione. Il professore Francesco Guadagnuolo, ha coordinato l’evento da lui organizzato, dando spazio alla sua creazione, al lavoro dei suoi ragazzi ed all’impegno contro la violenza sulle donne della Cucinotta presidente dell’associazione “Io non ho paura” che proprio per questa ragione ha accettato di presenziare a questo evento, unico sul territorio. Il professore Guadagnuolo, ha iniziato l’incontro ringraziando tutti i presenti per la partecipazione ed ha spiegato l’importanza dell’incontro dicendo: “La giornata della donna, ci deve far riflettere sulle battaglie che le donne fanno quotidianamente, le violenze subite, le guerre, non vogliamo tenere alta l’attenzione solo in questa giornata, ma ogni giorno. La donna non è un manichino, non è accettabile ai tempi odierni assistere ancora a queste forme di violenza, di sopruso, di umiliazioni. La decisione di unire alla presentazione della mia opera “Femminicidio, quel che resta per non dimenticare” la presenza dell’associazione “Io non ho paura”, nel progetto “Arte in Classe” nasce proprio dalla volontà di affrontare questa tematica con i ragazzi, il problema esiste e dobbiamo affrontarlo partendo dai giovani”. L’opera del maestro Guadagnuolo, fa riflettere ognuno di noi, un manichino, un mezzo busto di una donna perché spesso la donna viene trattata come un oggetto, e tutto il mondo femminile che in modo armonico avvolge il manichino: gli occhiali, biancheria intima, scarpe con il tacco e cellulare. Il senso di questa opera è che il mondo femminile non deve essere mai violato. La Cucinotta ha preso la parola ringraziando tutti per la calorosa accoglienza, è riuscita a coinvolgere i ragazzi presenti facendoli parlare, ha chiesto loro il significato di questo evento e soprattutto come si può fare per bloccare la violenza. Alcuni ragazzi sono intervenuti esprimendo il loro pensiero, in particolare un giovane ha detto che bisogna cambiare la mentalità dell’uomo, un altro ha detto: “Ho difeso una ragazza e per questo ho preso le botte, poi ho cambiato scuola”. Parole che pesano come macigni. La Cucinotta ha interagito con i ragazzi trasferendo la sua forza e positività dicendo: “La vita è quello che facciamo, è usare l’intelligenza, ognuno di noi ha delle grandi capacità, ognuno di noi può migliorare il mondo. Spesso i ragazzi quando avvengono atti di violenza o di minacce, per paura di essere considerati dei vigliacchi non parlano con la famiglia ed invece bisogna parlarne. A quelli che ti dicono di essere un vigliacco bisogna rispondere che ho una famiglia alle spalle! In Puglia i ragazzi hanno creato un gruppo antibullismo “MABASTA!”. L’idea nasce dagli studenti della scuola “Galilei-Costa”, che intendono lottare contro il bullismo. La Cucinotta ha lanciato la proposta di formare un gruppo antibullismo anche alla Matteotti, attraverso i ragazzi presenti al convegno. “E’ fondamentale – prosegue la Cucinotta – il rapporto tra scuola e famiglia, il ruolo del docente è di vitale importanza in queste situazioni. Anche il bullo per essere tale ha certamente dei problemi, ed è per questo che è necessario la condivisione, l’unione, perché uniti siamo forti”. La preside Viviana Bombonati si è complimentata con i presenti e nel suo intervento ha detto: “Oggi esiste più informazione, la violenza c’è sempre stata ma ora viene fuori, attraverso i mezzi di comunicazione veniamo a conoscenza di quanto avviene. La scuola è importante in quanto rappresenta il primo contatto con la società per i giovani e dobbiamo impegnarci per il loro bene”. La dottoressa Francesca Malataccia presente con la Cucinotta per l’associazione “Io non ho paura” ha ringraziato i ragazzi dicendo: “Noi nel crescere abbiamo perduto la spontaneità che dobbiamo imparare da voi. Conosco storie di vite spezzate, le storie delle mie pazienti, donne abusate, violentate. Il lavoro del maestro Guadagnuolo mi commuove, mi si è arrestato il cuore nel vedere questo manichino, una donna oggetto, un cuore che pulsa in tanta violenza. La violenza non va mai bene. L’opposto della violenza è l’amore. Mi rivolgo a voi giovani, anche se le tematiche sono complesse, posso racchiudere il senso di questo incontro dicendovi che nessuno può violare il vostro corpo, voi dovete scegliere, nessuno può costringervi a fare ciò che non volete fare. Parlate sempre con i vostri genitori. La sessualità è un dono che viene dall’anima”. La dottoressa ha presentato delle slide sui casi di violenza, sulle percentuali delle varie forme di violenza, perché oltre alla violenza fisica, esiste la violenza morale, la dipendenza economica dall’altro che spesso sfocia in violenza domestica, nella privazione della propria libertà. Il 78% delle donne non denunciano perché hanno paura. La dottoressa Malataccia ha puntualizzato tanti aspetti della violenza sulle donne, sui più deboli, su quanto purtroppo avviene quotidianamente spesso nel silenzio. Questo evento ha toccato il cuore delle persone e certamente ha lasciato spunti di riflessione su quanto avviene e su quello che ognuno di noi possa fare per rendere migliore questa società. Se qualcuno pensasse di essere solo una goccia in mezzo al mare…anche il mare ha bisogno di quella goccia per esistere. Ognuno di noi è parte attiva di questa società ed abbiamo delle responsabilità verso il prossimo.

Consuelo Noviello

La mostra pittorica del maestro Guadagnuolo su Barack Obama.

L’artista Francesco Guadagnuolo, ricorda il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, con una grande mostra  personale itinerante, cinquanta opere dedicate alla Presidenza Obama, in particolare alla cultura della pace e della solidarietà, accompagnate dai versi del poeta Vito Riviello . Barack Hussein Obama nato ad Honolulu il 4 agosto 1961 è stato il 44º presidente degli Stati Uniti d’America dal 2009 al 2017, primo afroamericano a ricoprire tale carica. L’esponente del Partito Democratico vinse le elezioni presidenziali del 4 novembre 2008 contro John McCain, senatore repubblicano dell’Arizona, insediandosi formalmente alla presidenza il 20 gennaio successivo. Il 6 novembre 2012 fu riconfermato per un secondo mandato, imponendosi sul candidato repubblicano Mitt Romney. Il settimanale statunitense TIME lo ha prescelto quale «persona dell’anno» nel 2008 e nel 2012; nel 2009 è stato insignito del Premio Nobel per la pace «per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli».  L’artista propone una rassegna che descrive la vita americana dopo il tragico 11 settembre 2001 con tutte le sue icone e i suoi simboli.  “Sono passati sedici anni da quel tragico evento che ha portato guerre, distruzioni e crisi economica – commenta Guadagnuolo – spero che ci sia un cambiamento di rotta e alla cultura della morte possa essere sostituita la cultura della vita. Solo così il genere umano potrà essere salvato. A questo, spero che si aggiunga la cultura per la difesa ambientale perché è un altro reale pericolo al quale l’umanità deve porre veri e seri rimedi”.  Il pittore Guadagnuolo è un artista di grosso spessore internazionale, opera tra Roma, Parigi e New York, la pace nel mondo è un argomento a lui molto caro, nel 2010 è stato insignito del titolo di Ambasciatore di Pace dell’Universal Peace Federation – ONG accreditata con “Special Consultative Status” presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. , la sua opera “Il Debito Estero”- verso una nuova solidarietà è esposta permanentemente al Palazzo dell’ONU di New York. Fra le sue opere dedicate alla pace mondiale ricordiamo la “Pace in Terra Santa” nata da un incontro con il Presidente Yasser Arafat in Palestina. Pace e convivenza fra le diverse religioni, questo un altro aspetto dell’artista che con la sua cartella alla Pace, dedicata a “San Francesco e i giovani” vuole sensibilizzare particolarmente le nuove generazioni, che tutti auspicano potranno erigere le basi di un mondo migliore per una convivenza pacifica in tutti i credi religiosi.

Consuelo Noviello