La Pro Loco “Città di Anzio” alla scoperta dei Tesori anziati: un capolavoro rinvenuto ad Anzio alla Centrale Montemartini di Roma
Dal 27 aprile scorso e fino al prossimo 15 giugno è possibile visitare presso il Museo della Centrale Montemartini la mostra “Colori dei Romani. I Mosaici dalle Collezioni Capitoline”. I visitatori possono ammirare diversi mosaici, capolavori delle collezioni capitoline poco noti al pubblico. La trama colorata di queste opere descrive passaggi di storia della città di Roma nel periodo che va dal I secolo a.C. al IV d.C.
La centrale Montemartini è oggi il secondo polo dei musei capitolini, raffinato esempio di riconversione di un edificio di archeologia industriale in museo.
Prima di arrivare a metà del percorso della mostra ci si imbatte in un Leone, un mosaico, direi “un quadro”, perfettamente conservato nella sua interezza, forse il più intatto fra tutti i mosaici esposti, se si pensa che viene fatto risalire al I secolo a.C.
L’Emblema policromo con leone e amorini è realizzato in “tessere minutissime di marmi e paste vitree”, e fu rinvenuto ad Anzio nel 1749 presso Selva Pamphili (gli storici mi correggano se sbaglio ma il mosaico si trovava quindi in quella che noi oggi conosciamo come Villa Adele, nome in uso da metà Ottocento quando la villa stessa passò dai Pamphili ai Borghese, prendendo il nome della consorte del principe, Adele appunto).
In qualità di curiosa, amante dell’arte, è stato un piacere far scoprire questo gioiellino legato ad Anzio ad un gruppo di soci della Pro Loco “Città di Anzio”, che ho guidato in una passeggiata romana di sabato. Ho scelto quindi di stupirli con un’opera esclusiva in un contesto museale assolutamente di nicchia, situato sulla Via Ostiense, e senza dubbio preferibile in tempi di emergenza sanitaria perché meno affollato, ma dall’affascinante e, unico nel suo genere, accostamento fra macchine e arte classica.
L’illustrazione posta a lato dell’opera descrive la scena e la tecnica artistica utilizzata “il raffinatissimo emblema pavimentale rappresenta una scena di carattere dionisiaco ambientata all’aperto. In primo piano è raffigurato un leone che giace disteso su una roccia nei pressi di uno specchio d’acqua, attorniato da alcuni amorini: due di loro, dopo averlo stordito col vino contenuto in un grande kantharos, sono intenti a blandirlo col suono di strumenti musicali, mentre un terzo sta per legarlo con un drappo leggero.” Gli storici aggiungono che “Un intervento di restauro settecentesco ha notevolmente alterato l’aspetto originario della scena, inserendo sullo sfondo un personaggio maschile barbuto in vesti femminili, da identificare con Eracle asservito alla regina di Lidia, Onfale. Lo schema iconografico del leone soggiogato dagli amorini si ritiene derivato da un modello di età ellenistica”.
Il mosaico anziate è in esposizione permanente presso la Centrale Montemartini dal 1° giugno 2016 e in quella occasione avevo avuto già modo di ammirarlo all’interno della mostra “Capolavori da scoprire” presentata ai visitatori con delle opere che – per citare il comunicato stampa dell’evento – sarebbero andate ad “arricchire l’esposizione museale permanente con nuovi, straordinari capolavori da tempo conservati nei depositi ed esposti al pubblico solo in occasione di mostre temporanee. Il percorso alla scoperta delle new entries cominciava al piano terra, con la piccola sala dedicata al prezioso corredo funerario di Crepereia Tryphaena e proseguiva nell’adiacente Sala Colonne, con tre magnifici mosaici policromi di età repubblicana di raffinatissima fattura”, fra cui proprio quello ritrovato ad Anzio.
Museo da visitare, non vi deluderà… altra chicca, i due lampioni all’ingresso, i più belli di Roma.
 fonte Pro Loco Città di Anzio

Consuelo Noviello

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