In questo inizio di anno, Maria Pia Cirolla, riporta i suoi pensieri e le sue riflessioni che pubblichiamo in questo articolo: “Auguri di Buon Anno! Diamo valore al tempo e alla preghiera. Parlare della preghiera oggi potrebbe risultare veramente banale visto il senso di un pensiero di auguri per la fine di un anno avaro di emozioni e di sentimento. Oggi vogliamo ugualmente come augurio per il Nuovo Anno che avanza fare una breve riflessione ben sapendo che quanto andremo a dire non esaurirà nello spazio e nel tempo il suo pieno significato.
“ La preghiera è necessaria perché è quella forza interiore che ci permette di rendere vivo il nostro rapporto con Dio e alimenta la nostra fede. Più si prega e più si desidera pregare, meno si prega e meno arde in noi il desiderio della preghiera” diceva un mio grande amico ed estimatore della spiritualità carmelitana, Padre Gabriele Amorth, Presidente Onorario degli Esorcisti Europei.
Pregare non è uno sfoggiare quantità smisurate di parole, pregare è riuscire a fare spazio a un amore che desidera entrare nella nostra vita, semplicemente con l’unico scopo di trasformarla, renderla luminosa della stessa luce che proviene dalla divinità, culmine e fonte della nostra esistenza.
Pregare dunque non è nel “molto parlare ma nel molto amare”. Questo è il primo punto oggetto della nostra riflessione e dal quale ogni cristiano oggi così come quello di ogni tempo, deve partire.
La preghiera è l’incontro personale con il Dio che mi vuole incontrare e salvare; solo nel momento in cui io compio questo incontro con una Persona reale, che è Cristo, con il Dio della mia gioia e lo riconosco come tale, desidero di conseguenza, rispondere a questo amore con la mia stessa vita,
con le opere che vanno così a trasformare il mio, il nostro, rapporto a volte reso sterile da tante situazioni nella vita ordinaria, per renderlo e desiderare di edificarlo con frutti di vita spirituale e pratico realizzando quello che è semplicemente il piano previsto da Dio per la mia salvezza.
Quindi nel suo significato primo, la preghiera altro non è se non un rapporto di amicizia col Dio della vita che pian piano si trasformerà in un dialogo di unione e di comunione intima con Lui.
Nel suo significato secondo la preghiera si trasformerà e diventerà bisogno di fare compagnia non più ad un Dio sconosciuto ma ad un amico di cui ormai conosco il suo amore per me creatura.
La preghiera ecco che si trasformerà così in un bisogno non sarà più una formalità devozionale da adempiere; deve diventare quella forza che mi nutre verso cui tendo le mie mani e le mie forze non per timore ma per amore.
Un incontro fatto di sguardi ma anche di reale presenza con Colui del quale so essere profondamente amata. Il mistero di questo amore che non ha forti spiegazioni in dettami umani si concretizza nell’amore all’Umanità del Cristo.
Il principale organo dal quale passa la preghiera, questo è il terzo e ultimo passaggio, è il cuore.
Tutti siamo resi capaci ad amare e di vivere questa tipologia di amore; allenarsi in questa forma di amore è rendere vivo e profondo il mio rapporto con Dio che mi condurrà, per gradi al desiderio di cercarmi nella natura della vita umana concreta, ovvero quello di cercarmi e ritrovarmi in Dio!!
Preghiera quindi non come rifugio delle persone fragili, che hanno bisogno di costruirsi un’oasi spirituale dove trovare delle risposte al soffrire, o preghiera da rivolgere al Dio della vita nel dolore o davanti alle domande sul senso della vita quale possibilità di risposta, ma preghiera quale elemento centrale all’umana esistenza, ovvero della mia stessa vita.
A conclusione del nostro piccolo percorso lasciamo l’immagine che Santa Teresa d’Avila ha e ci dà di Dio e del suo rapporto con la preghiera: quel Dio che Teresa amerà profondamente tutta la sua
vita è un Dio trascendente ma che è anche incredibilmente vicino alle sue creature, vicino quindi alle varie forme di umana fragilità, che vive ed opera nel suo cuore e nell’anima di Teresa così come vuole ardentemente vivere e agire nelle nostre vite e nelle nostre anime; la preghiera dunque sarà la risposta a quell’amore ricevuto in modo gratuito così sublime che condurrà al
superamento di ogni umana aspettativa.
Nella preghiera questo amore che ci viene donato è gratuito, non ha fini, non ha scopi, non ha obiettivi cui tendere, ha però una méta che è quella di ricondurre al dialogo col Padre, interrotto  dal peccato, frutto della libera scelta umana, e vivere di conseguenza l’eredità cui si è chiamati quali figli di Dio.
Pregare è quindi amare: che il cuore di questa donna, che è stata madre, sorella, amica, sposa anima contemplativa del mistero dell’amore misericordioso di Dio ispiri nei cuori il desiderio di lasciare la porta aperta all’amore per essere riempiti del grande dono dell’amore superlativo di Dio da viversi in una vita di preghiera fatta di comunione e di donazione.
Questo è il primo augurio per il Nuovo Anno 2021 a quanti sono alla ricerca della Verità.

Sia un anno in cui il valore dato al tempo non si trasformi in metodo
scandito dalla produzione ma come spazio per custodire i valori che contano, come la preghiera sincera e spontanea.

Un “tempo” nel quale le distanze si abbattono, i pregiudizi crollano, dove il
Bene diventa l’unico elemento che unisce le diversità e un tempo nel quale si riesce a dare importanza e privilegiare le relazioni che edificano, formano e danno luogo a crescita condivisa. Auguri di ogni felicità”.

Consuelo Noviello

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